Ideazione, ricerca, composizione: Francesca Proia, Danilo Conti
Produzione: TCP Tanti Cosi Progetti, Arboreto (Mondaino), Festival Fabbrica Europa (Firenze), CanGo (Firenze), Festival Internazionale Santarcangelo
Con il supporto di: GAI
PROGETTO VINCITORE DEL BANDO DI RESIDENZA E PRODUZIONE MOVING/MOVIMENTO
Il lavoro si propone di considerare, attraverso un assolo danzato, la presenza nello spazio secondo due parametri che sono alla base dello yoga: l’idea di paradosso e l’idea di ritmo.
(…) La serata termina a Santarcangelo alla palestra ITC con Francesca Proia: la silhouette del suo corpo, illuminata da un faro di denso blu, porta a dissolvenza la sua immagine stessa.
durata: superiore a 30'
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Ideazione, composizione, ricerca: Francesca Proia/Danilo Conti
Produzione: TCP Tanti Cosi Progetti; Festival Internazionale Santarcangelo
“In una scena che si riempie non senza sorpresa di oggetti, Francesca Proia e Danilo Conti partono da una suggestione dello yoga: la figura “mudra”si ottiene inarcando la lingua e rimanda all’infinito, e così una sensazione di circuito sovrintende i movimenti di “Uno”. La danzatrice si svela lenta da un rettangolo di stoffa teso sul fondo, giunge nei pressi di una piccolissima porta che giace nello spazio e fa ruotare di 180 gradi, striscia al centro e si adagia supina celando l’immobilità in una sequenza di gesti microscopici. Ogni traccia identitaria svanisce dietro una parrucca bionda che copre il viso, e una seconda pelle in lycra nasconde l’intero epitelio corporeo. Come la danza Butoh respinge la codificazione, anche le sequenze di questo lavoro resistono alla descrizione, offrendosi come figure che attraggono lo sguardo e allontanano ogni immediata referenza”
Lorenzo Donati, Hystrio, ottobre-dicembre 2007![]() |
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Ideazione, composizione, ricerca: Francesca Proia, Danilo Conti
Produzione: TCP Tanti Cosi Progetti
Assolo danzato, senza volto, in cui la danza si origina da un rapporto intimo ed esclusivo con le vibrazioni della musica per trautonium del compositore Oskar Sala (1910-2002).SEGNALAZIONE SPECIALE PREMIO SCENARIO 2005
La sensualità delle pietre “In bilico tra organico e inorganico, maschera senza volto in continua metamorfosi, il corpo è per Francesca Proia, “residuo, guscio vuoto, inabitato”. Capace di articolare nell’arco di soli cinque anni un linguaggio scabro e sensuale in cui l’hatha yoga si intreccia alla tradizione espressionista, la giovane danzatrice e coreografa ravennate si è imposta al pubblico più attento per il “grande rigore formale e la raffinatezza della sua scrittura coreografica” come recita la menzione speciale ottenuta all’ultima edizione del Premio Scenario...(Andrea Nanni, Hystrio aprile-giugno 2006)![]() |