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Progetto di Simona Bertozzi,Marcello Briguglio
Coreografia e danza Simona
Egle Sommacal eseguite dal
Progetto luci: Roberto Passuti
Ilynx è il primo dei quattro episodi di Homo Ludens, progetto modulare E che si fonda proprio sulle quattro categorie ludiche individuate da Caillois. Ilynx è vertigine che si offre alla condizione di una recita so Ilynx agguanta il proprio corpo e lo pone al centro del rituale, nel magma in cui i segni riconoscibili, i sumulacri e le citazioni dell’agire comune affiorano sgranati, un po’ deformi e in desueta successione. Non sono le leggi di una narrazione riconoscibile, né quelle di un’ordinata produzione di senso, che regolano l’universo ludico della vertigine, ma lo spazio combinatorio e la continua reversibilità delle regole su cui si fonda e il loro irriducibile potere seduttivo. Sono le regole i cardini del gioco e in Ilynx fungono da nutrimento alla fantasia, alla memoria del suo paesaggio umano. Ilynx disorienta l’entropia della vertigine partendo proprio dal suo strapiombo temporale e stressando, da subito, l’immagine da cui partire: Un’età del corpo. Prima regola. Un corpo in là con l’età da cui poter ricadere e rialzarsi più volte. Ora è ricurvo, aguzzo, drammatico, ora atletico e infantile. Tanti frammenti di una femminilità desueta, ottenuta per gioco e palpitante nella proliferazione ritmica degli arti e nella figurazione stessa del gesto. Una femminilità che si illumina in strofe coreografiche di acida disarticolazione ed estenuato protagonismo intercalate a ritornelli più severi e dettagliati in cui l’aggancio con un desiderio altro del corpo riavvolge la matassa e riabbassa i toni. Seconda regola. Seduzione del distacco nei confronti del risultato dell’azione. Tanto il gioco può sempre
progetto Simona Bertozzi, Marcello Briguglio
coreografia e danza Simona Bertozzi
musica e ambienti sonori Roberto Passuti
progetto luci Roberto Passuti
opera video Maria Celeste Taliani
Azione e memoria. Terrestre è una figura colta in atto di ri-composizione-evoluzione, reminiscenza e straniamento. All'inizio è un corpo incompleto, instabile, che può rispondere a stimoli ambientali ma con una motricità parziale, quasi imposta. Poi è un corpo che riappare nella sua completezza, "già fatto", e significativo per sostanza emotiva ed esperienziale. Il suo tempo ha una presenza liquida e scandisce il dialogo con il ricordo fuoriuscendo e rientrando per interstizi articolari, prolungamenti della colonna vertebrale, dispiegamento e vibrazione degli arti. Ha una percezione predisposta all'inatteso-irriducibile che esprime procedendo da lunghe stasi a formule dinamiche più ampie e strutturate, reiterazioni e soluzione di ripartenza, per lasciare-lasciando, scolpito nello spazio, un reticolato di affezioni profonde, fantasmi di sopravvivenze. L'atto finale è una condizione di sintesi; il tentativo di dare un volto a ciò che resta della compenetrazione animale/umano e dell'umano a tu per tu con il suo destino al di là della storia. Incapace di incedere per compenetrazione armonica, il corpo balza, tonfa da uno stato a quello successivo, esasperando lo sforzo fisico e la ricerca di una cristallizzazione della forma. Terrestre sembra sostenersi in virtù della sua stessa instabilità. Nella precarietà del suo sostegno trova l'equilibrio.